Ogni inverno il piccolo borgo alpino di Mezzano di Primiero cambia faccia: un’atmosfera natalizia diversa dai soliti mercatini. Tra le vie strette, si trovano installazioni artistiche realizzate con cataste di legna, mentre un albero di Natale, curioso, pende capovolto. Così, questo luogo – ai piedi delle Pale di San Martino – unisce arte e tradizione, regalando a chi passa un’esperienza fuori dall’ordinario, lontana dalla solita confusione festiva. Una riflessione sulle radici culturali e sul legame forte con la natura e il territorio: ecco cosa racconta Mezzano, una comunità rurale viva e attenta.
Un borgo dove l’architettura racconta la comunità
Tra i Borghi più Belli d’Italia, Mezzano si fa notare per il suo centro storico denso di vicoli intricati, noti come “canisèle” nel dialetto locale. Le case, costruite con pietra e legno, sono decorate da affreschi che parlano di sacro e di vita contadina antica, testimoni di un’identità che dura da secoli. Spiccano poi i “tabià”, vecchi fienili sparsi per il paese: elementi che – come spesso capita – restano ancora cruciali nella quotidianità, simbolo di tradizioni che quasi non cambiano mai.
Non è solo l’ambiente però a fare Mezzano: ci sono i “medanesc”, cioè gli abitanti appassionati che custodiscono e tramandano ricordi e usanze. Lungo le vie, in vari punti, spuntano piccole sedie rosse con campanelli. Vi chiederete il motivo? Suonare significa chiedere un momento di dialogo. La risposta? Una persona pronta a condividere storie, aneddoti, quel che sai – ma anche quel che non ti aspetti. Spesso chi vive in città trascura questi incontri spontanei, che invece mantengono la comunità unita e vibrante.

L’albero rovesciato e le cataste di legna come simboli del Natale
Il simbolo più noto del Natale a Mezzano? Sicuramente l’Albero delle Radici. Un abete di 16 metri, sospeso con la chioma sepolta sotto terra e le radici che guardano il cielo. L’effetto resta forte, quasi straniante: un invito a pensare alle origini, al senso di appartenenza. L’albero rovesciato rompe l’usuale cliché delle feste e lascia un’impressione che dura finché non passa l’Epifania. Poco distante, una “bussola dei valori” raccoglie idee e pensieri di chi visita; un percorso condiviso di emozioni, parole e riflessioni.
Altro elemento che si fa notare è il progetto Cataste&Canzèi, formato da installazioni artistiche create esplorando la materia prima di ogni inverno alpino: la legna. Artisti – locali e non – trasformano le cataste in vere e proprie sculture, richiamando volti, animali e simboli montani. Lungo i vicoli sembrano quadri a cielo aperto, che cambiano con la luce e il tempo: ogni giorno un’impressione differente. Chi osserva con attenzione nota come la natura stessa si intrecci con l’arte, diventandone parte integrante.
Alla scoperta di Mezzano tra tradizione, sapori e paesaggi
Mezzano nasconde, oltre alle installazioni, un patrimonio culturale ricco e ben conservato. Un percorso chiamato “Segni sparsi del rurale” conduce alla scoperta di angoli meno noti della vita di un tempo: ci sono i “stoli” – antichi cunicoli per l’acqua – orti storici e affreschi quasi nascosti tra le case. Il museo “Tabià del Rico” rivela la vita contadina, offrendo uno sguardo intenso sul rapporto tra l’uomo, la terra e il lavoro di una volta. Questi dettagli danno valore al Natale inteso come momento di slow life e memoria rustica.
Mezzano, ecco un altro punto non da poco, si trova in posizione strategica per raggiungere i mercatini di Natale più famosi della zona, come quelli di Siror e della Fiera di Primiero: mete che propongono eventi culturali e laboratori per tutte le età. Sul piano gastronomico, invece, spiccano specialità tipiche come la Tosèla di Primiero – formaggio fresco fritto, spesso accompagnato da polenta e luganega – e il Botìro di Malga, burro d’alpeggio tutelato da Slow Food. Prodotti che parlano di terra, di tradizione, e sì, pure di sapori unici.
Non va dimenticato l’aspetto della montagna: la posizione di Mezzano offre ricche opportunità tra sci nel comprensorio San Martino di Castrozza-Passo Rolle, escursioni con ciaspole e gite in slitta. Chi viene dalla città, magari, non si immagina quanto queste attività siano invece parte integrante della vita del borgo. Un equilibrio delicato – quasi raro – tra turismo e comunità, senza strappi invasivi. Risultato? Un’atmosfera autentica e accogliente, anche quando la neve fa da cornice alle feste.