Le Canarie, negli ultimi tempi, stanno diventando una meta sempre più gettonata da italiani – quelli in cerca di un cambiamento vero, mica una fuga – ma trasferirsi laggiù non è proprio una passeggiata, come molti immaginano. L’arcipelago spagnolo si porta dietro quell’aura di luogo ideale: clima mite, vita meno frenetica rispetto al caos delle nostre città. Però chi decide di prendere la via delle isole, si trova davanti a una realtà fatta anche di spese che crescono e servizi che arrancano sotto pressione. Dietro la facciata da sogno, si nasconde un contesto parecchio complesso, un quotidiano che chiede adattamenti continui e qualche piccola rinuncia.
Le ragioni dietro la scelta delle canarie e il contesto attuale
Negli ultimi trent’anni la comunità italiana alle Canarie ha avuto un’impennata notevole: da poche migliaia a oltre 60 mila residenti. Il motivo? Beh, il clima temperato, che molti definiscono addirittura “eterno”: una vera boccata d’aria fresca rispetto ai rigori invernali dell’Europa continentale. Le città con più italiani sono Barcellona, Madrid e Las Palmas, poli dove la vita sociale e lavorativa è più vibrante. Curioso, ma vero: la presenza italiana supera quella di molte altre nazionalità europee. Dietro a questo fenomeno c’è la ricerca di sicurezza economica e – proprio andandoci piano – di una qualità della vita migliore.
Basta pensare ai numeri per capire qualche cosa: le Canarie, con circa 18 milioni di turisti ogni anno, ospitano un’orda che supera di gran lunga i residenti – poco più di due milioni. Questo turismo massiccio mette davvero sotto stress le infrastrutture, dai trasporti alla sanità, prima punti di forza riconosciuti. E, come spesso succede, l’inflazione si fa sentire dappertutto: affitti, beni di consumo… tutto più caro, e questo, insomma, pesa sulla vita reale, un po’ diversa dal sogno che tanti si fanno prima di partire.
Costi, qualità della vita e impatti sul mercato immobiliare
Se si guarda alle isole più gettonate, Gran Canaria e Tenerife attirano per le opportunità economiche: il lavoro non manca. Poi ci sono Fuerteventura e Lanzarote, scelte per una vita più tranquilla e, diciamo, più economica. Nel frattempo il mercato immobiliare è cambiato: molti appartamenti hanno fatto il salto dall’essere case vere a diventare affitti brevi per turisti. Logico, visto che i guadagni sono più veloci ma questo ha fatto scattare qualche campanello: interventi normativi per difendere chi cerca una casa stabile, ecco il punto. C’è un conflitto reale – non teorico – tra turismo e vita dei residenti.
Vivere alle Canarie costa meno di molte città d’Italia, si dice spesso; ma se si fa due conti, servono circa 1500 euro al mese per uno stile di vita dignitoso. Un dettaglio non da poco: niente spese per riscaldamento o abbigliamento invernale pesante, un vantaggio netto per chi arriva dal Nord Italia o dalle zone più fredde. Il problema vero è che l’aumento di affitti e prezzi dei beni essenziali taglia dritto nei risparmi, e qui occorre ragionare bene sul bilancio familiare. Chi sogna la vita da spiaggia spesso dimentica questo pezzo – e lo scopre poi con qualche scoramento.

Chi sceglie di trasferirsi e cosa aspettarsi dai servizi locali
Non sono solo pensionati, quelli che si spostano alle Canarie: la comunità italiana abbraccia famiglie, adulti in cerca di nuove strade e giovani impegnati nel turismo o nella ristorazione. Chi decide per questa scelta deve avere un progetto di vita solido e consapevole, perché tra le isole e i servizi sanitari ci sono molte differenze da conoscere – non tutte scontate. E le emergenze funzionano abbastanza bene, mentre le visite ordinarie spesso richiedono pazienza: lunghe liste d’attesa e servizi non sempre facili da raggiungere.
Un aspetto spesso trascurato riguarda l’insularità, che limita la mobilità ma pesa anche sul piano emotivo: l’isolamento, la distanza dalle reti di supporto, familiari e amici europei, si fanno sentire. Le testimonianze di chi vive lì raccontano di un equilibrio fragile tra vantaggi reali e ostacoli pratici, dove adattarsi e saper aspettare diventano la parola chiave, insomma non c’è solo il sole.